(Seconda Parte)
La spontaneità delle canzoni dei Green Day nasconde comunque l'istinto personale del cantante e la sua maniera di scrivere i testi. "Esagero sempre con le cose. D'altronde capita così, quando ti concentri molto su qualcosa. Come se, ad esempio, pensi di odiare qualcuno e stai lì a pensare a tutti i modi possibili per fargli del male e ti ripeti quanto lo odi e tutto il resto. Quando scrivo faccio così: esagero ed esaspero le cose. Poi ci torno sopra e penso che in fondo è stupido ma è un buon modo per farsi passare in fretta quelle cose dalla testa".
La scena del punk rock - o perlomeno quel che ne rimane - continua a dividersi tra quanti ignorano volutamente l'epopea del gruppo e quanti ne fanno una questione di principio, accusando i Green Day di essersi venduti.
"Tra i punk ci sono quelli che sanno da dove veniamo e ci sono quelli che con i soldi dei genitori si divertono a fare i degenerati ma rimangono dei moralisti. Qeusti ultimi pensano sia giusto criticarci e accusarci di ogni tipo di stronzata. Si, loro sono politically correct ma con i soldi in tasta... Una volta hanno fatto un volantino contro di noi intitolato: 'Mandiamo affanculo i Green Day per aver fatto entrare MTV nella nostra scena'. Io non ho mai visto telecamere nei club in cui suonavamo anni fa... Penso piuttosto che i genitori dovrebbero togliere a questi stronzetti la TV via cavo." (Mike Dirnt)
E' il periodo della riscoperta del punk rock, del successo dei gruppi della Epitaph, dei continui paragoni tra Green Day e Offspring. La scena, ancorata nell'underground per oltre un decennio, si ritrova esposta all'attenzione generalista e superficiale di chi pensa di scoprire l'ennesimo fenomeno giovanile di costume.
"Direi che è umiliante leggere tutte queste stronzate a proposito della nuova esplosione del punk. Quando leggevo le stesso cose qualche anno fa, a proposito dei Nirvana, pensavo solo che fosse tutto una merda. Ora che tocca a me, continuo a pensare la stessa cosa. In un certo qual modo sono contento che Kurt Cobain non debba assistere a questa commedia del punk rock che 'esplode di nuovo'..." (Billie Joe)
La storia prosegue con i Green Day nell'occhio del ciclone, impegnati nel tentativo di districarsi tra etichette e definizioni e a rivendicare la propria identità, mettendola alla prova con l'album successivo. INSOMNIAC esce nel 1995 e la presentazione, affidata a Ben Weasel, ne sintetizza efficacemente stile e presupposti:"Allora, vediamo... Posso semplicemente dire che INSOMNIAC spacca il culo a tutti gli altri dischi che ho sentito quest'anno. E' un album che non segna alcuna evoluzione da parte del gruppo ed è per questo che è un grande album! Cazzo, se solo i Ramones fossero riusciti aincidere un altro paio di LEAVE HOME, allora si che si sarebbero guadagnati il rispetto che si meritavano, invece di produrre quelli che, a mio modesto parere, sono autentici dischi di merda. Lo dico senza esitazioni: ammiro la mancanza di evoluzione. Dimostra che un gruppo ha le palle!".
L'approcio è più duro del precedente, i testi si fanno più disincantati e angoscianti, la copertina viene affidata ai collage di Winston Smith, artista californiano noto soprattutto per avere illustrato molti album dei Dead Kennedys e dell'Alternative Tentacles. La produzione, affidata a Rob Cavallo, si risolve in un album potente, poco incline ai compromessi commerciali: il gruppo a costruito con cura la cattiveria del proprio suono. E' lo stesso produttore a rievocare i dettagli della preparazione in studio: "Trè ha cambiato il suono dei suoi piatti su quasi ogni pezzo del disco, Mike aveva un'idea specifica di quali amplificatori e bassi voleva utlizzare in studio. Con Billie poi, abbiamo messo in fila una serie di amplificatori per chitarra, abbiamo scelto quelli che ci piacevano di più per il suono che producevano e su quelli abbiamo sviluppato la ricerca del suono della chitarra". INSOMNIAC esprime li frutto di questo lavoro e il gruppo en rivendica ancora una volta l'intenzione.
"Ogni volta che ci apprestavamo a registrare ci decevamo: 'OK, questa è quella buona, diamo tutto quello che abbiamo nei due o tre minuti della canzone che dobbiamo suonare'. Se non veniva bene, allora aspettavamo un poco, il tempo di riprendere le energie, bene un pò di caffe per poi tornare nella stanza in cui cuonavamo per ripeterci: 'Questa deve essere quella buona!". (Trè Cool)
Pur non ripetendo il successo dell'album precedente, INSOMNIAC ripropone il gruppo alle attenzini del mondo e lo scaraventa nell'invidiabile sequenza di tours ed eventi promozionali. Le riflessioni e i dubbi emergono, spontaneamente.
"A dire la verità mi divertivo di più un paio d'anni fa.. Quando siamo in tournèe ogni giorni trascorriamo un'ora fantastica sul palco: per il resto è il lavoro più noioso del mondo. Non cìè proprio niente di punk rock nel fatto di suonare nelle arene dell'hockey, negli stadi e tutto il resto". (Mike Dirnt)
Capita di tutto, anche di trovarsi per esempio, a dover dividere il palco con Jon Bon Jovi, nell'ambito di un benefit organizzato a New York...
"Un tipo dell'entourage di Bon Jovi entra nel nostro camerino e ci fà: 'Jon vorrebbe una birra, se possibile'... Noi ci guardiamo stupiti, poi ovviamente gli rispondiamo: 'Bè, allora va a dire a Jon che muova il suo culo flaccido e venga qui a prendersela!." (Billie Joe)
Fuori posto nelle pressanti condizioni di rockstar, in bilico tra il punk rock e l'assenza del rock&roll, la storia dei Green Day prosegue, oltre le attenzioni esasperate e i riflussi commerciali del punk.
"Tempo fa dissi a Billie: 'Proviamo a portare avanti questo gruppo più che possiamo, può succedere che perdiamo i soldi e tutto il resto ma facciamo in modo che alla fine ci rimanga una grande storia'. E penso proprio che ce l'avremo. Sotto molti punti di vista, ce l'abbiamo già." (Mike Dirnt)
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