venerdì 11 febbraio 2011

Benvenuti in Paradiso (Prima Parte)

Benvenuti in Paradiso
(Prima Parte)


"Avete il tempo di ascoltarmi piagnucolare?" Un forzato accento britannico caratterizza la voce di Billie Joe, impegnato a cantare la prima strofa di Bascket Case, singolo estratto dall'album che ha segnato il successo mondiale del gruppo, accompagnando la rinascita commerciale del punk rock.
I Green Day proiettati in cima alle classifiche di vendita, lanciati in pasto all'attenzione di massa. Tra la moltitudine di gruppi punk di queli anni, proprio loro. Arriva l'annunciata firma del contratto con la Reprise (etichetta affiliata al gruppo Warner): i Green Day non sono certo il primo nè l'ultimo gruppo punk a firmare per una major, eppure il fatto solleva non poche polemiche all'interno della cosidetta "scena".

In tempi precedenti la formazione aveva infatti dichiarato di escludere la possibilità della firma e aveva invece scelto proprio quella strada. Pareri contrastanti seguono l'evolversi della vicenda, mentre la Lookout - per volontà dei Green Day o per mancata interferenza della Warner - mantiene i diritti relativi ai primi due album, 39/SMOOTH e KERPLUNK, prontamente ristampati con l'aggiunta dei precedenti sette pollici. Questi erano i patti stabiliti all'epoca e il loro rispetto farà la fortuna dell'etichetta di Livermore.

La band decide di gratificare la scena da cui è emersa scegliendo i gruppi di supporto dei loro tours. I Pansy Division, ad esempio, vengono invitati ad aprire i concerti successivi alla pubblicazion di DOOKIE. Nella tournè seguente è la volta dei Riverdales di Ben Weasel; toccherà poi a Mr.T-Experience, Screeching Weasel e altri ancora. Tutti, o quasi, gru
ppi della Lookout. La vertiginosa ascesa di Dookie, la famigerata partecipazione alla riedizione del festival di Woodstock e la relativa "battaglia di fango" tra gruppo e pubblico, riconoscimenti assortiti, le crescenti attenzioni dei media e soprattutto di MTV costellano l'incredibile annata dei Green Day. Il gruppo trova anche il tempo di scaricare il proprio management ufficiale. "Ci sentivamo trattati come oggetti, non come persone, quindi ci siamo incazzati e li abbiamo mandati affanculo. Non avremo mai più un management di quel tipo..." (Billie Joe)

I Green Day decidono quindi di affrontare in proprio le scelte gestionali relative alla loro attività. I tours del gruppo si svolgono ormai negli spazi delle grandi arene sportive americane, le pressioni intorno ai tre aumentano, eppure Billie Joe e soci sembrano saper mantenere un giusto distacco da quanto gira vorticosamente intorno a loro. Almeno ci provan
o. "Personalmente amo suonare nei posti grandi. Voglio dire, abbiamo la possibilità di esibirci nelle arene e sono grato ai nostri fans per questo. Non voglio stare qui a lamentarmi di loro, dicendo che sono stupidi, ignoranti e che ci seguono solo perchè guardano MTV tutto il giorno. Questi ragazzi pagano per vederci suonare e io, anche se forse non sembra, li rispetto. Molti di loro non hanno mai ascoltato prima la nostra musica, non sanno un cazzo di quello che è stato il punk... E allora?! L'ultima cosa che voglio fare è prenderli per il culo solo perchè vengono ai nostri concerti e comprano i nostri dischi. Sono comunque stati loro a farci ottenere questo successo". (Billie Joe)

Il piccolo cantante e chitarrista conquista intanto spazio sulla stampa e reagisce alle critiche a modo suo:"Non ho nulla da dire a tutti coloro che sostengono che sono in
significante perchè ho solo 22 anni. I Green Day hanno provocato un gap generazionale? Grande! Rispetto ai musicisti della maggior parte delle formazioni in giro oggi, io suono da molto più tempo e sono anche molto più giovane. Di tutto il resto non potrebbe importarmente di meno". Il suo carattere si rivela in tutta la sua sincertità: "Ci sono tipi simpatici che cercano di apparire stronzi e stronzi che provano a essere simpatici. Io sono uno stronzo che prova a essere un tipo simpatico".

La fama conquiestata dal gruppo - inimmaginabile qualche anno prima - proietta i tre in una via a senso unico, da percorrere alla massima velocità. Billie Joe sembra non rimpiangere nulla ma esprime le proprie perplessità sul nuovo mondo che lo circonda. "Non dirò mai che non voglio essere una rockstar. Se non vuoi diventare una rockstar allora è m
eglio che smetti prima... Questo è quel che penso. Se dovessi ricominciare, però, credo che affronterei le cose diversamente. Vorrei provare a dare un senso maggiore a tutto ciò che faccio, senza diventare una parodia di me stesso. Non avrei mai pensato che, a essere odioso, sarei arrivato dove sono adesso. La costa strana che succede con la musica - e soprattutto con questo cazzo di successo - è che alla gente sembra piacere il fatto che sei antipatico. Davvero non capisco...".



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